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DI PUNTA E DI TACCO (parte seconda)
Stefano Bedeschi

La guerra è finita e il pallone ricomincia lentamente e faticosamente a rotolare, malgrado i milioni di morti, la miseria e le macerie in ogni angolo delle strade. Grandi tragedie lasciano ferite profonde nel cuore degli sportivi, ma la gioia di giocare a calcio prende presto il sopravvento. Squadre mitiche portano una ventata di novità anche dal punto di vista tattico. Autentici fuoriclasse sono stelle che illuminano il firmamento calcistico. Gli anni Sessanta che rivoluzioneranno il Mondo si stanno avvicinando: anche il calcio, come sempre specchio dei tempi, si sta preparando. Il periodo del dopoguerra contiene tutti gli ingredienti per rendere indimenticabili gli anni a venire.

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 17,5 x 24,75
Copertina: Morbida
Pagine: 269
Categoria: Sport e Giochi
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-726-9

Biografia

STEFANO BEDESCHI
STEFANO BEDESCHI è nato a Reggio Emilia nel 1962. Accurato cantastorie, è capace di miscelare tutti gli ingredienti che fanno del calcio il gioco più bello del mondo. Da sempre appassionato di calcio e tifosissimo della Juventus, comincia ben presto a collezionare immagini e notizie riguardanti la squadra bianconera. Nel 2004 si iscrive in un forum juventino e da quel momento, con il nickname di Bidescu, comincia una stretta collaborazione con molti siti riguardanti il mondo bianconero (fra i quali “J1897”, “Vecchiasignora” e “Tuttojuve”) e con il settimanale “Nerosubianco”, prima in versione cartacea quindi nella versione on-line. Partecipa alla redazione del libro “I nostri campioni” a cura dell’ANAJ, con un pezzo dedicato ad Antonello Cuccureddu, insieme a prestigiose firme del giornalismo italiano. Fa parte del gruppo di scrittori di letteratura sportiva “Sport in punta di penna”, con il quale partecipa alla redazione di “Gol mondiali”. Un libro che ripercorre, attraverso diciannove racconti, la storia della Coppa del Mondo da Uruguay 1930 a Brasile 2014. stefanobedeschi62@gmail.com ilpalloneracconta.blogspot.it www.facebook.com/ILPALLONERACCONTA twitter.com/ilpalloneraccon www.scrittoridisport.it

Stralci

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GARRINCHA

Durante il lungo raduno prima della spedizione in Svezia per i Campionati Mondiali del 1958 tutti i giocatori sono sottoposti a test di intelligenza. La relazione su Garrincha spiegava: «Ha la psiche di un bambino di quattro anni, non ha l’intelligenza per fare l’autista di omnibus». Curiosa la relazione su Pelé al quale il dottor Carvalho, lo psicologo, attribuisce un punteggio di sessantotto, da idiota o quasi. «Pelé è un infantile, gli manca il necessario spirito alla lotta, è troppo giovane per reagire con l’adeguata aggressività, non ha senso di responsabilità necessario allo spirito di squadra, ne sconsiglio la convocazione». Dopo la partita contro il Galles, il terzino che marcò Garrincha affermò: « Credo che fosse più pericoloso di Pelé a quel tempo. Era un fenomeno, capace di pura magia. Era difficile capire in quale direzione stesse andando per via delle sue gambe e perché era a suo agio con il piede sinistro come con il destro, quindi era in grado di tagliare verso l’interno o andare verso il fondo e, inoltre, possedeva un tiro tremendo».

(Rif. Pagina 63)

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