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GAETANO SCIREA
Stefano Bedeschi

Quante volte Gai, dopo l’allenamento, mi piombava a casa all’ora di pranzo con quattro sconosciuti. Diceva: «Mariella, questi signori hanno percorso centinaia di chilometri per venire a vedere la Juve ed ho pensato che dovevano pur mangiare qualcosa». (Mariella Scirea) Il ricordo più vivo è l’immagine di quando mi portava all’allenamento e alla fine rimanevamo noi due a giocare per un quarto d’ora al Combi. (Riccardo Scirea) Gaetano torna sempre. Lo penso a ogni esagerazione di qualcuno, ad ogni urlo senza senso. L’esasperazione dei toni mi fa sentire ancora più profondamente il vuoto della perdita. Gaetano mi manca nel caos delle parole inutili, dei valori assurdi, delle menate, in questo frastuono di cose vecchie con il vestito nuovo, come canta Guccini. Mi manca tanto il suo silenzio. (Dino Zoff) Ammetto di essere particolarmente legato al ricordo del primo scudetto. Una gioia immensa e nuova che ha avuto come epilogo una festa in discoteca; quella notte ho avuto modo, però, di realizzare quanto sia facile dimenticare la realtà; infatti, alle sei di mattino del giorno seguente, uscito dal locale dei festeggiamenti, ho incontrato un operaio della Fiat che si recava al lavoro e mi sono vergognato per l’euforia che avevo, perciò sono scappato a casa. (Gaetano Scirea)

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 14,8 x 21 (A5)
Copertina: Morbida
Pagine: 156
Categoria: Sport e Giochi
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-818-1

Biografia

STEFANO BEDESCHI
STEFANO BEDESCHI è nato a Reggio Emilia nel 1962. Accurato cantastorie, è capace di miscelare tutti gli ingredienti che fanno del calcio il gioco più bello del mondo. Da sempre appassionato di calcio e tifosissimo della Juventus, comincia ben presto a collezionare immagini e notizie riguardanti la squadra bianconera. Nel 2004 si iscrive in un forum juventino e da quel momento, con il nickname di Bidescu, comincia una stretta collaborazione con molti siti riguardanti il mondo bianconero (fra i quali “J1897”, “Vecchiasignora” e “Tuttojuve”) e con il settimanale “Nerosubianco”, prima in versione cartacea quindi nella versione on-line. Partecipa alla redazione del libro “I nostri campioni” a cura dell’ANAJ, con un pezzo dedicato ad Antonello Cuccureddu, insieme a prestigiose firme del giornalismo italiano. Fa parte del gruppo di scrittori di letteratura sportiva “Sport in punta di penna”, con il quale partecipa alla redazione di “Gol mondiali”. Un libro che ripercorre, attraverso diciannove racconti, la storia della Coppa del Mondo da Uruguay 1930 a Brasile 2014. stefanobedeschi62@gmail.com ilpalloneracconta.blogspot.it www.facebook.com/ILPALLONERACCONTA twitter.com/ilpalloneraccon www.scrittoridisport.it

Stralci

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Marco Tardelli

Era uno dei giocatori più forti del mondo, ma era troppo umile per dirlo o anche solo per pensarlo. Il suo essere silenzioso e riservato forse gli toglieva qualcosa in termini di visibilità, ma certamente gli faceva guadagnare la stima, il rispetto e l’amicizia di tutti, juventini e non. Questo non significa che fosse un debole o che non avesse niente da dire: al contrario, era dotato di una grande forza interiore e sapeva parlare anche con i suoi silenzi. Io e lui avevamo caratteri completamente opposti, ma stavamo bene assieme. Una volta venne a trovarmi al mare e giocammo assieme a nascondino. Una cosa strana per dei professionisti di Serie A, invece faceva parte del nostro modo di stare assieme e di divertirci in maniera semplice.

(Rif. Pagina 46)

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