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Di punta e di tacco (parte terza)
Stefano Bedeschi

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Dettagli

Libro: Bianco & Nero
Formato: 17,5 x 24,75
Copertina: Morbida
Pagine: 519
Categoria: Narrativa
Editor: Photocity Edizioni
Lingua: Italiana
ISBN: 978-88-6682-678-1

Biografia

STEFANO BEDESCHI
STEFANO BEDESCHI è nato a Reggio Emilia nel 1962. Accurato cantastorie, è capace di miscelare tutti gli ingredienti che fanno del calcio il gioco più bello del mondo. Da sempre appassionato di calcio e tifosissimo della Juventus, comincia ben presto a collezionare immagini e notizie riguardanti la squadra bianconera. Nel 2004 si iscrive in un forum juventino e da quel momento, con il nickname di Bidescu, comincia una stretta collaborazione con molti siti riguardanti il mondo bianconero (fra i quali “J1897”, “Vecchiasignora” e “Tuttojuve”) e con il settimanale “Nerosubianco”, prima in versione cartacea quindi nella versione on-line. Partecipa alla redazione del libro “I nostri campioni” a cura dell’ANAJ, con un pezzo dedicato ad Antonello Cuccureddu, insieme a prestigiose firme del giornalismo italiano. Fa parte del gruppo di scrittori di letteratura sportiva “Sport in punta di penna”, con il quale partecipa alla redazione di “Gol mondiali”. Un libro che ripercorre, attraverso diciannove racconti, la storia della Coppa del Mondo da Uruguay 1930 a Brasile 2014. stefanobedeschi62@gmail.com ilpalloneracconta.blogspot.it www.facebook.com/ILPALLONERACCONTA twitter.com/ilpalloneraccon www.scrittoridisport.it

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Premessa dell`autore

In questo terzo e ultimo libro parlo dei favolosi e sognanti anni Sessanta e dei rabbiosi anni Settanta. Il mondo sta cambiando, va da sé che lo faccia anche il calcio. Alcuni giocatori cominciano a uscire dagli schemi, diventano i beniamini dei tifosi e non solo per le loro imprese sul terreno di gioco. C’è voglia di evadere, di non essere più uno dei tanti, ma di essere il migliore, quello che la gente ricorderà per sempre. Veri artisti a 360 gradi, capaci di lanciare una moda o di sfidare il mondo e le sue convenzioni. Tutto questo, purtroppo, porta anche la piaga del doping, selvaggiamente usato sugli ignari giocatori. Che sia una pasticca in un caffè, una flebo o un’iniezione, il risultato porta a morti misteriose e, spesso, senza giustizia. Il pallone, inesorabilmente, comincia a sgonfiarsi. Il colpo di grazia lo darà il "dio denaro", nei decenni a seguire.

(Rif. Pagina 11)

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